Lotto

Molti danno per scontato che il gioco del Lotto sia stato inventato a Napoli, ma le cose non stanno esattamente così.
Nella tradizione troviamo qualcosa di simile alla formula oggi conosciuta nel XVI° sec. a Genova, tuttavia con delle finalità del tutto diverse da quelle odierne.
Si trattava infatti di distribuire 5 cariche pubbliche in modo del tutto imparziale estraendo i nomi dei 5 canditati tra 120 presenti in un’urna.
Fin dagli inizi le scommesse relative ai 5 nominativi era molto diffuse e redditizie, non ostante la messa al bando da parte dell’autorità locale. […]
[Massimo Carenzio, Lotto Razionale, Capitolo primo, Cenni storici sul gioco del lotto]

Il Gioco del Lotto nasce proprio a Genova, da queste scommesse clandestine che prendevano il nome di Gioco del Seminario. Poi, successivamente, grazie alla diffusione di quest’attività, quest’ultimo venne reso legale e introno al 1713-1714 si hanno notizie di una forma di questo gioco molto simile alla nostra. Venne abolito nuovamente durante l’unità d’Italia, per poi essere reintrodotto. Da qui il boom del Gioco del Lotto che divenne presto una delle maggiori voci nel gettito delle province italiane.

Il Lotto è un gioco davvero affascinante, così pure nella sua forma tradizionale: un’urna ellittica, 90 lenzuolini numerati, 90 bussolotti sferici metallici, l’addetto alla miscelazione, il giraruote e l’innocente figura addetta al pescaggio dei bussolotti.
Vi è però un triste epilogo: il Lotto, come lo conosciamo ora, è gestito automaticamente da delle macchine estrattrici, le quali su occupano di immettere, mescolare ed estrarre le palline numerate.
Questo non ha però scoraggiato gli appassionati, i quali hanno riadattato i loro studi, accostandoli a quelli tradizionali, ottenendo buoni risultati.